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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Collepardo
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mwhaCollepardo è un mwhqcomune italiano di mwhg855 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwiwprovincia di Frosinone nel mwjaLazio.

Contents

Clima
Storia
Arte
Cinema
Cucina
Turismo
Strade
Note

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Geografia fisica

Territorio

Il paese di Collepardo sorge a mwpq586 m s.l.m., su un rilievo dei mwpgMonti Ernici in un'area interessata da un'importante attività mwpwcarsica, che risulta evidente nelle profonde mwqagole del mwqqtorrente Cosa, nelle mwqggrotte dei Bambocci e nella grande voragine detta mwqwPozzo d'Antullocite-ref-0-4-0[4].

Nel territorio comunale di Collepardo, si trova Il Monte Rotonaria (1.750 m.) appartenente alla catena dei mwsqMonti Ernici, di cui ne costituisce la propaggine meridionale. Si raggiunge un'altitudine massima di mwsg1750 m, mentre l'altitudine minima è di mwsw412 mcite-ref-comuni-5-0[5], e per un tratto scorre il mwuafiume Cosa, affluente del mwuqSacco.

Clima

• mwvqClassificazione climatica: zona E, 2266 mwvgGGcite-ref-comuni-5-1[5]

Origini del nome

Secondo l'ipotesi più diffusa, il nome mwxqCollepardo trarrebbe origine dalla presenza nel territorio di mwxggatti selvatici o mwxwlinci, detti gattopardicite-ref-1-6-0[6]: a ciò si ispira lo mwzastemma comunale raffigurante un mwzqfelino nell'atto di dissetarsi con l'acqua di un torrente. Ma esistono altre teorie riguardo all'origine del toponimo: una di queste ne rintraccia l'origine nell'ipotetico nome del primo comandante dell'antica colonia di Goti stanziata nella zona; secondo un'altra il nome verrebbe dal mwzglatino mwzwCollis arduis (collina impervia) attraverso un'ipotetica forma intermedia mwaaCollis pardis; infine, uno studioso locale, monsignor Giuseppe Capone, ha formulato un'ulteriore ipotesi per la quale il nome deriverebbe da mwaqpardes (parco o giardino): Collepardo significherebbe quindi "colle giardino"cite-ref-cenni-7-0[7].

Storia

mwcaProtostoria

Il mwcgfiume Cosa (o Acquosa) ha sempre avuto una notevole importanza nella storia del luogo sin dai tempi dei primi insediamenti umani sulle sue sponde in epoca protostorica e volsca testimoniati dal ritrovamento, a partire dagli anni '60 del secolo scorso, di alcuni nuclei di necropoli lungo tutto il tratto del fiume e di resti di abitati del VII - VI secolo a.C. Il Cosa ha continuato ad essere determinante per la vita delle popolazioni locali in quanto con le sue polle sorgentizie ha costituito per lunghi secoli l'unica possibilità di approvvigionamento dell'acqua per uso domestico, per le colture e per l'allevamento.

mwdgEtà antica

Resti di antichi tracciati, muri di contenimento, segnalano che anticamente il territorio di Collepardo venne scelto per la sua morfologia naturale per essere attraversato da una importante via di comunicazionecite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-2[1], edificata dagli mwfaErnici che valicasse l'mwfqAppennino per collegare le loro cittàcite-ref-0-4-1[4] sparse tra il Lazio e l'Abruzzo. La scelta cadde probabilmente in questa zona per la presenza del fiume Cosa, all'epoca molto più abbondante di acque tanto da chiamarsi "Acquosa".

Il bacino idrografico del fiume Cosa confluiva nel fiume Sacco, praticamente mettendo in connessione tra loro tutti i diversi centri ernici. Inoltre, le sorgenti del Cosa si trovavano assai vicine ai valichi appennini per l'Abruzzo e il primo tratto del fiume correva in una lunga valle il cui passaggio in essa permetteva di evitare percorsi montani assai più accidentati, tratti ripidi, impraticabili per gran parte del traffico commerciale, arrivando al confine molto più celermente. La via che ne seguì fu una via di massima importanza strategica, economica e militare, anche se la larghezza, come tutte le strade antiche, era di solo qualche metrocite-ref-comuni-5-2[5]. Questa strada passava accanto o vicino al fiume Cosa o a mezzacosta sui fianchi montani per evitare gole strette nel fondovalle ed è ipotizzabile che lunghi tratti di fiume furono utilizzati al posto della strada o resi navigabili con dighe e sbarramenti usando delle barche a fondo piattocite-ref-1-6-1[6].

Nelle Grotte di Collepardo si sono trovate testimonianze di vari stazionamenti umani in epoche differenti e reperti pagani del culto misterico solare del mwjgMitraismo, segno che la grotta era uno dei santuari che di solito anticamente venivano aperti su vie maggiori per i pellegrini e viandanti che lì passavano.

Questa strada fu incrociata in età romana con la consolare mwkgvia Prenestina; da questo punto si era collegati anche con Roma e viceversa si svoltava verso Collepardo, Trisulti raggiungendo l'antico Sannio.

Nell'antichità, come in seguito nel Medioevo, la strada era la protagonista su cui si basava tutta l'economia di allora, il commercio avveniva tra i popoli toccati da essa ed era vitale difenderla dal brigantaggio, attrezzarla con alberghi, osterie, poste, torri e castelli, zone di mercato; sulla strada si potevano vendere i prodotti lavorati e coltivati, guadagnare dando ristoro e asilo ai viandanti, ai pellegrini e ai loro carri ed animali. Anche i templi lungo la strada ricevevano l'obolo dei passeggeri.

Se il castrum di Trisulti fu eretto a scopo strategico-militare, Collepardo invece, molto tempo prima, fu fondato come un Emporio da una comunità organizzata tra i monti, un centro rurale per sfruttare la strada per i commerci dei suoi prodotti agricoli, la sua viabilità e il fiume anche per il suo fabbisogno d'acquacite-ref-cenni-7-1[7].

Quasi sicuramente i fondatori furono gli Ernici, più difficile una fondazione latina. Il sito dell'antico Collepardo non era il presente; un primo stanziamento va ricercato nella zona di Trisulti e poi nell'impervia "Civita" ed infine in quello attuale. Nel nome Civita si può ipotizzare che nel periodo romano, Collepardo fu eletto a "Civitas", un insediamento urbano non organizzato come città.

mwnwMedioevo

Sulle sponde del fiume erano già presenti nel Medio Evo alcuni mulini per la macinazione dei cereali.

Sopra le sorgenti del fiume Cosa venne eretto nel XII secolo, dalla potente famiglia Colonna, il Castello di Trisulti, sito dov'è oggi l'omonima Certosa. Un avamposto negli interessi dei Colonna, eretto nel medioevo a difesa dell'importante via di comunicazione; sicuramente i Colonna imponevano un pedaggio e il controllo sulle truppe e delle merci che lì transitavano.

La fondazione del paese odierno però va fatta risalire probabilmente alla prima metà del VI secolo, con lo stanziamento di una comunità di pastori per volere di Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti, nella zona dove più tardi sorgerà il castello di Trisulti (si ritiene infondata la fondazione del paese da parte di cittadini della vicina Alatri qui rifugiatisi per sfuggire alle devastazioni di Totila).

Si può supporre però che Alatri abbia inviato, per metterle al sicuro da razzie, mandrie, merci, contadini e pastori ad accrescere un agglomerato preesistente su una collina impervia ed inespugnabile in accordo con la popolazione locale; ciò recava lavoro alla comunità come guardiani di greggi; questo toponimo probabilmente non ebbe subito mura di cinta e si proteggeva dalle intrusioni con il suo difficile accesso naturale o con la forte difesa dei suoi abitanti; da qui forse il nome di "colle-pardo" o colle selvaggio.

Ma forse, più verosimilmente, il termine selvaggio non era riferito solo alla natura aspra del sito, ma anche alla bellicosità della sua gente. Nell'antico stemma di Collepardo oggi troviamo un gattopardo vicino ad un fiume e questo simbolismo, in pratica, è la sintesi della realtà storica del paese. Il gattopardo araldico, che significa "La vigilanza, il coraggio e l'irruenza" vuole alludere allo stato continuo di allerta dalle invasioni in cui viveva anticamente la comunità della collina sopra il fiume, il rispondere agli attacchi con coraggio ed irruenza, per difendere la sua sopravvivenza medesima e i suoi commerci; in alto nello stemma vi sono tre stelle, di cui quella centrale una cometa, quasi certamente allude alla Civitas collepardese;[6] le altre due stelle probabilmente indicano altre contrade, forse centri di origine o originati sempre nel tradizionale saggio governo e nello spirito combattivo collepardese, quello di riuscire a vivere in una terra bella ma assai inospitale e perigliosa sulla lunga valle del fiume Cosa.

Da quel primo insediamento, come già detto, gli abitanti si spostarono prima ad Adragone, o Atricone, luogo oggi noto come Civita e tuttora abitato, e poi, tra il IX e il X secolo, nel periodo dell'incastellamento, nel sito attuale: il borgo venne difeso da mura e torri che, in forme rimaneggiate più volte, sono sopravvissute fino ad oggi.

Collepardo fu più volte soggetta alle iniziative espansionistiche della città di Alatri; l'elezione di papa Martino V Colonna significò l'inizio del dominio della famiglia del pontefice sul paese (1422): i Colonna erano già stati proprietari del suddetto castello di Trisulti, poi da loro stessi distrutto nel 1300. Continuarono tuttavia le controversie con Alatri, per la determinazione dei confini.

mwqgEtà moderna

Nel XVI secolo il governo di Collepardo passò di fatto ad un ramo dei Tolomei di Siena, che si imparentarono con una famiglia locale, i Lattanzicite-ref-8[8]].

mwsqEtà contemporanea

Nel corso degli ultimi secoli, i cambiamenti economici hanno influenzato e modificato la dimensione economica ed infratrutturale del territorio: le nuove strade portarono ad abbandonare completamente l'antica via di comunicazione con l'Abruzzo. Di conseguenza, anche diversi centri limitrofi, ormai fuori dai nuovi percorsi stradali, si spopolarono. Collepardo rimase seppur relativamente e limitatamente isolato rispetto alle principali vie di comunicazione del resto della provincia.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose


La chiesa mwuwparrocchiale, dedicata al mwvaSantissimo Salvatore, patrono del paese, fu costruita nelle forme attuali a metà del mwvqXV secolo per volere di mwvgpapa Martino V mwvwColonna; notizie di una chiesa con questo nome si hanno tuttavia fin dal mwwa1252. Nella costruzione del tempio furono impiegati anche materiali provenienti dalla mwwqBasilica di San Giovanni in Laterano di mwwgRoma che aveva riportato gravi danni nel corso di due incendi ed era sottoposta a restauro: tra le parti provenienti dalla basilica romana si segnalano in particolare il mwwwportale principale, con mwxaiscrizione dedicatoria, e un'mwxqacquasantiera a sinistra dell'ingresso. La chiesa è ripartita in tre mwxgnavate, coperte da mwxwvolte a botte e un mwyapresbiterio con mwyqvolta a crocieracite-ref-9[9].

• Chiesa della Consolazione e adiacente chiesa di San Rocco;
• Chiesa della Ss. Trinità.


È un monastero che si trova nel comune di Collepardo. È monumento nazionale dal 1873. Fu gestita dai certosini di mw1qSan Brunone (o San Bruno), sostituiti nel mw1g1947 dai cistercensi.

In essa si trovano affreschi e la famosa grafica della "Testa anatomica" di mw2aFilippo Balbi realizzata nel mw2q1854, raffigurante un viso composto da uomini in miniatura, che venne inviata all'mw2gEsposizione universale di Parigi del 1855;cite-ref-10[10] la mw3wchiesa di San Bartolomeo con gli affreschi del Balbi e il grande scranno in legno scolpito della Schola Cantorum. Edificata intorno all'anno mille in pietra ernica, la certosa contiene esempi ancora visibili di archi gotici che vennero ricoperti quando il gotico fu bandito dalla Chiesa cattolica. Era la residenza estiva di mw4apapa Innocenzo III. La certosa è immersa tra boschi di querce e si affaccia dall'alto della cosiddetta Selva d'Ecio, dove principia il Cosa (mw4qCapofiume), alle falde del Monte Rotonaria (Monti Ernici), a 825 m di altitudine e a mw4g6 km a nord-est del centro abitato.

Nel territorio troviamo inoltre:

• Santuario della Madonna delle Cese, meta di pellegrinaggio, in seguito a un'mw5gapparizione mariana avvenuta, secondo la tradizione, nel VI secolocite-ref-11[11];
• Monastero detto "di mw7aSan Domenico" (resti);
• Monastero dedicato a mw7gSan Nicola (resti);

Architetture civili

• Palazzo Comunale;
• Palazzo "La Rocca";
• Palazzo "Monsignore";
• Portali nel centro storico, dal '600 all'800;
• Monumento ai caduti (1933).

Architetture militari

• Resti della cinta muraria medievale e torri;
• Rocca dei mw-aColonna, risalente al mw-qXIV secolo, abbellita da uno splendido portale realizzato nel mw-g1606 da un ramo della mw-wfamiglia Tolomei, proveniente da mwaqaSiena.

Siti archeologici

• mwaqqGrotte di Collepardo; anticamente note come mwaquGrotte dei Bambocci, sono state originate da quell'insieme di fenomeni carsici presenti nel comune di Collepardo legati all'erosione sotterranea del suolo da parte dell'acqua. Al suo interno, oltre a resti animali risalenti al pleistocene, sono stati rinvenuti scheletri umani dell'mwaqyetà del bronzo, collocabili fra il mwaqc1600 e il mwaqg1400 a.C.cite-ref-current-12-0[12]

Aree naturali

• mwaraPozzo d'Antullo; è una grande voragine carsica, con una profondità massima di 80 m e con una circonferenza di 300 m, originata dal crollo dell'estesa volta di una enorme grotta legata ai fenomeni di carsismo della zona, che si ritrovano anche nelle vicine Grotte Regina Margherita.

• Orto botanico mwarmFlora Ernica, una oasi naturaòe gestita dal WWF, ricavata in quella che era una discarica di materiale ferrosicite-ref-13[13].

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-14[14]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre mwase2013 la popolazione straniera era di 48 persone. La nazionalità più rappresentata era quella mwasirumena con 42 cittadini residenticite-ref-15[15].

Tradizioni e folclore

• Infiorata del Corpus Domini, giugno;
• Festa patronale del Santissimo Salvatore, 6 agosto;
• Festa Madonna del Sacchetto, seconda metà di agosto.

Cultura

Istruzione

Biblioteche

• mwateBiblioteca statale della Certosa di Trisulti: risalente all'mwatiXI secolo, è specializzata in mwatmscienze religiose e conserva tra l'altro antichi manoscritti e mwatqincunaboli e volumi del mwatuXVI e mwatyXVII secolo oltre che volumi e periodici modernicite-ref-16[16].

Musei

• Museo della Certosa di Trisulti;
• Museo delle Erbe;
• Orto botanico di Collepardo.

Arte

• Nel mwaum1929 soggiornò a Collepardo il pittore e scrittore mwauqScipione ivi trovò sollievo dalla sua mwauutubercolosi nonché nuova ispirazione per la sua pittura a tal punto da realizzare diverse tele rappresentanti scorci del paese.cite-ref-17[17]

Cinema

• mwau0mwau4Anno zero: guerra nello spazio (mwau81977) di mwavaAlfonso Brescia: le scene ambientate sul suolo del pianeta alieno vennero girate all'interno delle grotte di Collepardo.
• mwavimwavmL'albero della maldicenza (girato nel 1977 ma distribuito nel mwavq1979) di mwavuGiacinto Bonacquisti: film girato e ambientato interamente nel paese utilizzando numerosi abitanti del luogo come comparse.cite-ref-18[18]

Cucina

• La Pigna, tipico dolce pasqualizio;
• La Copèta, tipico dolce natalizio.

Economia

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema mwawaUnità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui).cite-ref-imprese-19-0[19]

| | 2015 | | | | | | 2014 | | 2013 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| | Numero imprese attive | % Provinciale Imprese attive | % Regionale Imprese attive | Numero addetti | % Provinciale Addetti | % Regionale Addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | Numero imprese attive | Numero addetti |
| Collepardo | 30 | 0,09% | 0,01% | 98 | 0,09% | 0,01% | 29 | 84 | 29 | 56 |
| Frosinone | 33 605 | | 7,38% | 106 578 | | 6,92% | 34 015 | 107 546 | 35 081 | 111 529 |
| Lazio | 455 591 | | | 1 539 359 | | | 457 686 | 1 510 459 | 464 094 | 1 525 471 |

Nel 2015 le 30 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,09% del totale provinciale (mwabe33 605 imprese attive), hanno occupato 98 addetti, lo 0,09% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco più di tre addetti (3,27).

Turismo

Collepardo è Bandiera Arancione del TCI.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Collepardo è collegata ad mwabcAlatri tramite la mwabgstrada provinciale 48 ed a mwabkVico nel Lazio tramite la mwabostrada provinciale 246.

Amministrazione

Nel mwab01927, a seguito del mwab4riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio mwab81927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la mwacaprovincia di Frosinone, Collepardo passò dalla mwaceprovincia di Roma a quella di Frosinone.

Sindaci delle amministrazioni precedenti

Sono riportati i responsabili dell'amministrazione comunale di Collepardo dall'Unità ad oggicite-ref-20[20].

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1871 | 1873 (?) | Francesco Tancredi | | Sindaco | |
| 1874 | 1882 | Venceslao Achille | | Sindaco | |
| 1882 | 1885 | Sisto Graziani | | Sindaco facente funzioni | |
| 1885 | 1907 | Sisto Graziani | | Sindaco | |
| 1907 | 1908 | Venceslao Achille | | Sindaco | |
| 1908 | 1926 | Luigi Tolomei | | Sindaco | |
| 1926 | 1934 | Luigi Tolomei | | Podestà | |
| 1934 | 1936 | Quintino Cesario | | Commissario prefettizio | |
| 1936 | 1939 | Giovanni Battista Milani | | Commissario prefettizio | |
| 1940 | 1944 | Nicola Rondinara | | Podestà | |
| 1944 | 1944 | Antonio Graziani | | Sindaco straordinario | |
| 1944 | 1948 | Luigi Frasca | | Sindaco | |
| 1948 | 1949 | Giuseppe Giacone | | Commissario prefettizio | |
| 1949 | 1954 | Benedetto Bussiglieri | | Sindaco | |
| 1954 | 1997 | Oreste Cicalè | | Sindaco | |
| 1997 | 2006 | Mauro Bussiglieri | | Sindaco | |
| 2006 | 2011 | Carlo Venturi | | Sindaco | |
| 2011 | in carica | Mauro Bussiglieri | | Sindaco | |

Altre informazioni amministrative

• Fa parte della mwacwComunità montana Monti Ernici

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwadcmwadgmwadkBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwadodemo.istat.it, mwadsISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwad8mwaeamwaeeClassificazione sismica (mwaeimwaemXLS), su mwaeqrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaegmwaekmwaeoTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaesmwaewPDF), in mwae0citerefmwae4Leggemwae8 mwafa26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwafeAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwafi 151. mwafmURL consultato il 25 aprile 2012 mwafq(archiviato dall'mwafuurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-0-44. mwafsmwafwmwaf0Le Grotte e la grande Dolina di Collepardo - Guide, su mwaf4grottecollepardo.it. mwaf8URL consultato il 12 giugno 2010 mwaga(archiviato dall'mwageurl originale il 7 agosto 2009).
cite-note-comuni-55. mwagkmwagomwagsComuni-italiani.it - Collepardo: Clima e Dati geografici, riscaldamento, su mwagwcomuni-italiani.it. mwag0URL consultato il 12 giugno 2010.
cite-note-1-66. Non risulta a memoria d'uomo la presenza del gattopardo nella fauna del territorio collepardese
cite-note-cenni-77. mwahgmwahkmwahoCollepardo.it - Cenni storici, su mwahscollepardo.it. mwahwURL consultato il 19 agosto 2011.
cite-note-88. Le principali laziali città abitate dagli Ernici erano Aletrium, Anagnia, Ferentinum, Verulae.
cite-note-99. mwaimmwaiqmwaiuParrocchia Santissimo Salvatore di Collepardo, su mwaiycollepardo.it. mwaicURL consultato l'8 giugno 2010.
cite-note-1010. attualmente l'opera si trova nel Museo di Storia della Medicina de La Sapienza di Roma mentre quella della Farmacia di Trisulti è una fedele copia
cite-note-1111. mwai4mwai8Cammilleri,mwaja p. 393.
cite-note-1313. mwajkmwajomwajsOrto botanico Flora Ernica di Collepardo, su mwajwLuoghi - Italian Botanical Heritage. mwaj0URL consultato il 29 aprile 2026.
cite-note-1414. Dati tratti da: mwakemwakimwakmmwakqmwakuPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwakymwakcPDF), su mwakgebiblio.istat.it, mwakkISTAT. mwakomwaksmwakwmwak0Popolazione residente per territorio – serie storica, su mwak4esploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1515. mwalmmwalqmwaluDati ISTAT, su mwalydemo.istat.it. mwalcURL consultato il 7 giugno 2015 mwalg(archiviato dall'mwalkurl originale il 30 luglio 2015).
cite-note-1616. mwal0mwal4mwal8Latiumadiectum.it – Collepardo. Biblioteca statale Trisulti, su mwamalatiumadiectum.it. mwameURL consultato il 17 agosto 2011.
cite-note-1717. mwamumwamymwamcScipione (Gino Bonichi), su mwamgcollepardo.it. mwamkURL consultato il 28 aprile 2021.
cite-note-1818. mwam0mwam4mwam8Personaggi: Giacinto Bonacquisti, su mwanacollepardo.it. mwaneURL consultato il 10 marzo 2021.
cite-note-imprese-1919. mwanumwanymwancAtlante Statistico dei comuni dell'Istat, su mwangasc.istat.it. mwankURL consultato il 20 gennaio 2020 mwano(archiviato dall'mwansurl originale il 14 gennaio 2020).
cite-note-2020. mwan8mwaoamwaoeCollepardo.it - Capi dell'amministrazione comunale, su mwaoicollepardo.it. mwaomURL consultato il 18 maggio 2011.

Bibliografia

• citerefcammilleriRino Cammilleri, Tutti i giorni con Maria, calendario delle apparizioni, Milano, Edizioni Ares, 2020, ISBN 978-88-815-59-367.

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Collepardo

Collegamenti esterni

• mwaosOrto Botanico di Collepardo WWF, su wwf.it. URL consultato il 10 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2012).
• Santuario Madonna delle Cese mwao0